ALIMENTAZIONE NEL CANE: scopri come nutrirlo al meglio

ALIMENTAZIONE NEL CANE: scopri come nutrirlo al meglio

 

Fisiologia e anatomia

Il cane (Canis lupus familiaris ) è un mammifero carnivoro (non stretto) selezionato dall’uomo a partire dal lupo circa 10.000 anni fa. Rispetto al nostro apparato digerente il cane presenta delle sostanziali differenze, si parte dalla bocca in cui i denti sono adatti all’uccisione della preda e allo strappamento della carne ma non alla masticazione, per giungere allo stomaco con ph più acido rispetto al nostro per evitare proliferazioni batteriche anomale per l’ingestione di alimenti contaminati, fino a giungere al pancreas che secerne una concentrazione di amilasi minore rispetto a un onnivoro puro (enzima che però nel cane è presente e funzionale al contrario che nell’antenato lupo) e all’intestino tenue che si presenta ben sviluppato per assorbire le proteine, al contrario del crasso che ha un volume ridotto indicando la scarsa necessità della fibra nella dieta del cane.

Quindi la dieta del cane deve rispettare tutte queste particolarità, non è la dieta mediterranea, non è la dieta del lupo.

Con la selezione l’uomo ha poi creato diverse razze canine, ogni razza e ogni momento fisiologico/patologico della vita di un cane necessita una tipologia di alimentazione diversa per rispondere alle sue esigenze.

Casalingo versus commerciale

Viste le peculiarità del cane rispetto all’uomo (e al lupo) sicuramente una dieta bilanciata per il nostro compagno di vita peloso non prevede gli avanzi dei nostri pasti. Dall’evoluzione delle diete commerciali si è proporzionalmente allungata la vita media dei nostri beniamini e si è avuta una forte riduzione delle patologie dovute a carenze nutrizionali. Rovescio della medaglia negli anni sono aumentate le patologie connesse a sovrappeso ed obesità.

Negli ultimi anni stanno però riprendendo piede la dieta casalinga o diete più “naturali” quale la barf. Per dieta casalinga si intende una dieta cotta studiata apposta per il vostro cane da un veterinario nutrizionista, bilanciata sulle sue esigenze, a partire da materie prime scelte da noi.

Vantaggio della casalinga è sicuramente la sicurezza della composizione, svantaggio il fatto che dobbiamo cucinare per il cane (se non giornalmente almeno settimanalmente) e il costo di solito tende ad essere superiore della commerciale.

La dieta commerciale si presenta solitamente in due formulazioni, umida o secca. A seconda delle marche vi sono poi divisioni per momento fisiologico di crescita (puppy o junior, adult, mature adult o senior), di taglia (mini, medium, maxi, giant), per eventuali patologie (diete consigliabili solo dal veterinario) e a volte addirittura per razza. La dieta commerciale completa si presenta già bilanciata, quindi basta aprire la scatoletta o fornire la quantità delle crocchette indicata dalla confezione per avere una dieta corretta. Il dubbio può sorgere su che marca di crocchetta scegliere, come per i nostri prodotti lavorati esiste infatti un’ampia gamma di cibi già pronti di qualità molto differenti. Per valutare la qualità di una crocchetta vi sono diversi parametri, innanzi tutto dobbiamo capire come leggere un’etichetta nutrizionale se non ne siamo in grado (utilissimo anche per i nostri alimenti). Il nome “ crocchette ipoallergeniche al salmone” per esempio non fornisce alcuna garanzia, dobbiamo prendere il pacchetto e leggere OGNI ingrediente (oltre al salmone spesso vengono utilizzate carni meno pregiate). L’etichetta nutrizionale si compone di due parti: ingredienti, che vengono elencati in ordine di quantità decrescente nell’alimento, come per i nostri cibi pronti e valori nutrizionali in percentuale. Per valutare la qualità della crocchetta in primis va considerato che la percentuale proteica non dovrebbe mai scendere sotto il 20% (salvo rari casi patologici come l’insufficienza renale o le calcolosi vescicali da urati o ossalati), nel cucciolo deve poi essere superiore al 26%. Le proteine dovrebbero avere un’origine animale (salvo casi particolari di allergia alimentare in cui sia necessaria una dieta vegetale) e la composizione in etichetta dovrebbe riportare come primo ingrediente l’animale di cui sono composte le crocchette e solo successivamente i cereali. In linea di massima più è dettagliata l’etichetta, più sono raccomandabili i produttori, meglio evitare crocchette e scatolette con la denominazione “carne e derivati” che spesso racchiude i nostri scarti di macellazione con alte percentuali di cartilagini e fasci fibrosi poco digeribili e poco nutrienti. Altra percentuale che non dovrebbe essere troppo alta sono le ceneri, esse rappresentano i sali minerali e i residui indigeribili che restano dopo aver letteralmente bruciato ad alte temperature l’alimento, più sono alte e più quelle crocchette contengono sostanze che l’animale non riuscirà ad utilizzare. Anche la fibra non fornisce molti benefici al cane, non dovrebbe alzarsi sopra il 9% se non in diete dimagranti.

Nel caso delle scatolette va valutato se queste sono un alimento completo (e quindi vanno somministrate da sole, senza aggiungere altri carboidrati o integratori) o complementare (composte quindi di sola carne, a cui va aggiunto un carboidrato, poche verdure e spesso un integratore mineral-vitaminico). Anche in questo caso ci aiuta l’etichetta, in cui valgono le stesse accortezze riportate per le crocchette. Di seguito vi riporto alcune composizioni di crocchette dalla migliore, alla peggiore:

1) Ingredienti:
pollo fresco disossato (20%), carne di pollo disidratata (18%), farro (10%), avena (10%), grasso di pollo, uova intere disidratate, aringhe fresche, aringhe disidratate, polpa di barbabietola essiccata, olio di pesce, fibra vegetale di pisello, carote essiccate, farina d’erba medica disidratata, inulina, fruttoligosaccaridi, mannanoligosaccaridi, melograno in polvere (0.5%), mela disidratata, spinaci in polvere, psyllium (0.3%), ribes in polvere, arancia dolce disidratata, mirtilli in polvere, cloruro di sodio, lievito di birra essiccato, radice di curcuma (0.2%), glucosamina, condroitinsolfato, estratto di fiore di Tagete (fonte di luteina).

2) COMPOSIZIONE

Mais, carne disidratata di pollo e tacchino, riso 12%, carne fresca di pollo e tacchino 10% (di cui pollo 30%), strutto,proteine idrolizzate di pollo, polpe di barbabietola, semi di lino,farina di pesce disidratato, fibra di pisello, cloruro di sodio,lievito di birra, carbonato di calcio, cozza verde (Perna

canaliculus) 0,01%, alga spirulina (Arthrospira platensis),AppleZin™ estratto secco di mela 0,0025%.

  1. Composizione: proteine animali trasformate (pollo4%), granoturco 28%, frumento 20%, ciccioli di suino, grasso animale, riso 4%, polpa di barbabietola essiccata, proteine idrolizzate di pollo, lievito di birra 0,7%, fosfato bicalcico, fruttoligosaccaridi (FOS) 0,3%, cloruro di sodio

E nel caso in cui si volesse esser certi al 100% di quello che diamo al nostro beniamino? Non resta altro che cucinare per lui una buona casalinga!

Per calcolare una dieta si parte da quello che è il fabbisogno energetico di mantenimento, cioè le calorie di cui il cane ha bisogno nell’arco della giornata, espresso dalla formula

Q= 108x peso in kg dell’animale 0,75

su cui vanno effettuate le correzioni a seconda di razza, temperamento e momento fisiologico (o patologico) in cui si trova l’animale. Ad esempio labrador, beagle o razze nordiche hanno un metabolismo tendenzialmente più lento rispetto a cani come border collie o setter, il fabbisogno di queste razze va quindi moltiplicato per un coefficiente di 0,9 per rispecchiare la maggior efficienza di conversione della razione di queste razze.

Cani sportivi o che devono affrontare temperature rigide hanno invece bisogno di più calorie, e il fabbisogno di mantenimento va quindi aumentato. Lo stesso vale per i cuccioli o le cagne in lattazione/gravidanza il cui fabbisogno energetico viene a volte addirittura triplicato.

Una volta ricavato il fabbisogno di mantenimento del cane si passa a ricavare il fabbisogno minimo per ogni componente della dieta: le proteine, che sono i mattoni per costruire l’organismo e una fonte importante di energia, a seguire i grassi, importante carburante e fonte di sostanze indispensabili per le membrane cellulari, i sali minerali e le vitamine e infine le fibre (utili per la salute intestinale) e i carboidrati (che completano il fabbisogno calorico dell’animale).

Considerato che il cane è un carnivoro la quota proteica minima va da un 28% nel cucciolo a un 20% nel cane anziano, la quota di fibra si deve aggirare tra il 6 e l’8%. Molto importante da considerare è poi il rapporto calcio/fosforo, soprattutto nei cuccioli in crescita o nei cani affetti da problemi renali questo rapporto va mantenuto in un range tra 1:1 e 1:2, la carne purtroppo contiene quasi esclusivamente fosforo che va dunque bilanciato con un’integrazione adeguata di calcio proveniente da farina d’ossa o guscio d’uovo triturato o latticini o integratori di sintesi.

Come carni è possibile utilizzare tutte le carni edibili, la carne può essere somministrata solo scottata nel caso di bovino o pollame, in modo da risultare più digeribile e bonificare la superficie da batteri quali escherichia coli e salmonelle, va invece cotta bene nel caso di maiale o cavallo (rischio trichinella e pseudorabbia se somministrata cruda) di allevamenti rurali, ben cotta anche nel caso di selvaggina e piccoli ruminanti cresciuti al pascolo (rischio echinococcosi) e anche nel caso del pesce (rischio anisakis).

Come carboidrati si possono utilizzare pasta, riso, patate, mais, ma anche tapioca, quinoa, farro, orzo…a seconda di preferenze o eventuali intolleranze del vostro pet. Tutti i carboidrati vanno somministrati cotti, non serve scolare e sciacquare l’amido se il cane non dimostra problemi digestivi.

Nel caso di verdura e frutta (che forniscono la quota di fibra e parte delle vitamine) va ricordato che alcuni tipi risultano tossici per il cane: da evitare uva, avocado, noci di macadamia e ridurre al minimo cipolla e aglio, le altre verdure e la restante frutta possono essere somministrate sia crude che cotte.

Per quanto concerne i grassi l’ideale sono grassi polinsaturi provenienti da oli di lino o colza o mais e olio di pesce (fegato di merluzzo) in modo da mantenere un rapporto fra il 3:1 e il 5:1 di omega 6: omega 3.

Esempio di dieta bilanciata per cane giovane, attività media, 20kg

Bovino carne magra 350g

Pasta di semola 200g

Merluzzo 100g

Zucchini e carote 50 g

olio di lino o mais 20g

calcio carbonato o farina d’ossa o guscio d’uovo tritato 5 g

fosfato bicalcico (in farmacia) 5g

attivo tabs o vmp (integratore) 2 compresse

Quantità giornaliera 750g circa

Altra dieta che ultimamente sta prendendo molto piede per i nostri beniamini è la BARF, dieta “ancestrale” che prevede l’utilizzo di carne, organi, trippa verde (cioè rumine, omaso, reticolo e abomaso di bovino non lavato), ossa “polpose” (cioè ossa lunghe triturabili dai denti del cane con carne attorno, per esempio ali di pollo o la carcassa intera del pollo) e verdure a crudo . La dieta BARF è una variante della casalinga un po’ meno controllata e bilanciata, non è consigliabile per tutti i cani visto che necessita di un apparato masticatorio adeguato per triturare minuziosamente le ossa polpose e di un apparato digerente molto efficiente per riuscire a distruggere alcuni batteri patogeni presenti nella carne cruda (per esempio salmonella e clostridi). I rischi della barf sono in primis episodi di vomito/diarrea dovuti alla mal digestione o alla colonizzazione di batteri potenzialmente patogeni (carne non fresca o mal conservata) ma anche episodi di occlusione/perforazione/costipazione da ossa. La dieta barf si basa su calcoli in percentuale, rapportandosi al peso ideale dell’animale, così suddivise:


OSSA POLPOSE (o.p.) 40 % – 50 % (in alcuni casi anche il 30% ma non meno e di conseguenza si aumenta la c.s.o.)
CARNE SENZA OSSO (c.s.o.) 25 % – 20 %

TRIPPA VERDE 10 % – 15%
CUORE, FEGATO, RENE 10 % – 15%
VERDURE 10 % – 15%
O. P. + C.S.O –> ca.70% di carne totale con contenuto del 22,5% di osso puro. 5-10 % pesce.


Stabilire il fabbisogno giornaliero:
se adulto: si prende come riferimento il peso ideale del cane
se cucciolo: si prende come riferimento il peso attuale del cane
– con i cani adulti indicativamente si parte con un quantitativo del 2,0 – 2,5% – 3% del peso del cane. Con i cuccioli dal 5 a 10 %.
– si moltiplica tale valore (2,5 – 3) per il peso del cane e si ottiene il quantitativo giornaliero di cibo
(comprensivo di tutti gli ingredienti)
– se il cane è in salute ma dimagrisce si alza la percentuale, se si ingrassa si abbassa.

Esempio di quantità giornaliera di cibo da offrire al CANE ADULTO. Si parte indicativamente dal 2-3% del peso del cane. Se con il 2-3% sembra che dimagrisca, si può’ aumentare un po’ la quantità. Se il cane pesa (ad esempio) 30 kg, il 3% saranno 900 grammi giornalieri. Questi 900 grammi saranno composti da 40-50 % di o.p. (= ossa polpose, come ad esempio carcasse, colli ed ali), da 25- 20 % di c.s.o. (= carne senza osso, cioè polpa), da 10 % – 15 % di organi ( cuore, fegato, rene/animelle/cervella/polmone/cervello/lingua), da 10% trippa verde (cioè non sbiancata, difficile da trovare, ma acquistabile online su moltissimi siti) ed infine da 10 – 15 % di verdure.

Esempio: 45 % o.p. + 20 % c.s.o. + 15 % organi + 10 % trippa + 10 % verdure.

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