IL CUCCIOLO DI CANE: tutto quello che c’è da sapere.

IL CUCCIOLO DI CANE: tutto quello che c’è da sapere.

 

Questa breve guida ha lo scopo di educare il proprietario alla gestione corretta del proprio cucciolo dal punto di vista fisico e sanitario, e di gestire in modo responsabile le emergenze più disparate che si possono presentare, in attesa dell’intervento veterinario.

Capiterà di sicuro ad ogni proprietario di dover somministrare farmaci, misurare la temperatura, prelevare un campione di urine, ispezionare la bocca, praticare un’iniezione, dobbiamo quindi essere in grado di svolgere queste manualità in maniera corretta e senza traumatizzare l’animale ricordando che calma e fermezza sono indispensabili per ottenere la collaborazione del cucciolo (e poi dell’adulto). Ricordate che nozioni di base di primo soccorso applicate nel modo giusto possono salvare la vita e possono essere determinanti per la risoluzione favorevole di un trauma. Altresì, non bisogna agire a tutti i costi, ma intervenire solo se si ha chiaro in mente quello che si sta facendo.

Cominciamo a vedere cosa è consigliabile o si deve fare per legge quando si entra in possesso di un cucciolo:

Microchip

Innanzitutto il cucciolo andrebbe ceduto dal proprietario della madre dopo i due mesi di vita ed obbligatoriamente con il microchip. Il proprietario della madre del cucciolo vi dovrebbe rilasciare la carta di iscrizione all’anagrafe canina, da portare al Servizio Veterinario pubblico della vostra zona per fare il cambio di proprietà. Nel caso in cui siate venuti in possesso di un cane senza microchip (non è un’eventualità rara sebbene sia obbligatorio per legge), sarà vostro compito applicarlo nel più breve tempo possibile. Solo da quel momento il cucciolo sarà riconosciuto come di vostra proprietà. Il microchip viene applicato dal veterinario sul lato sinistro del collo dopo tosatura e disinfezione, con apposito applicatore.

Sverminazioni

Non sono obbligatorie, ma raccomandate. I più comuni parassiti intestinali nei cuccioli sono gli ascaridi che, purtroppo, passano direttamente dalla madre al cucciolo durante la gravidanza e la lattazione. Una prima sverminazione solitamente viene effettuata già al primo mese di vita previo esame coprologico e ne andrebbe ripetuta una seconda dopo circa una ventina di giorni. Dopo la seconda sverminazione è buona norma effettuare un esame delle feci di verifica. Un’infestazione importante di ascaridi può determinare nel cucciolo addome teso, alito cattivo (agliaceo), singhiozzo, diarrea, vomito. Non è difficile ritrovare la presenza di questi parassiti simili a spaghetti nelle feci o nel vomito.

Altro parassita intestinale, la cui presenza è spesso associata a infestazione da pulci, è la tenia, lungo parassita intestinale di cui ci possiamo accorgere ritrovando le sue proglottidi sulle feci dell’animale o intorno all’ano. Queste hanno le dimensioni di un chicco di riso, sono mobili (come gli ascaridi) e vengono eliminate con un normale vermifugo. Spesso i vermifughi (in compresse o sciroppo) sono un’associazione di molecole che riescono ad eliminare sia i vermi tondi (ascaridi), sia i vermi piatti (tenie).

A volte però, sono presenti dei parassiti che determinano scariche diarroiche importanti, spesso anche con sangue, per i quali non bastano dei normali vermifughi, ma servono delle terapie apposite, questi sono i coccidi e le giardie, entrambi protozoi, per diagnosticare i quali servono particolari metodiche di laboratorio.

Questi parassiti elencati sono solo una piccola parte di quelli che possiamo ritrovare nel tubo gastroenterico dei nostri animali, ma sono quelli che si ritrovano con maggior frequenza.

Per prelevare correttamente un campione di feci si possono utilizzare delle provette apposite dotate di paletta per la raccolta e chiusura ermetica, in alternativa vanno bene anche contenitori in plastica o vetro richiudibili. In attesa dell’esame, il campione va conservato in luogo possibilmente fresco e consegnato entro le 24 ore.

Per i cani si consigliano 1 o 2 esami coprologici all’anno.

Vaccinazioni

In questo momento in Italia non esistono vaccini obbligatori. Fino a poco tempo fa era obbligatoria l’antirabbica per le regioni a rischio (fra cui la nostra), obbligo decaduto dal 14 febbraio del 2013. L’antirabbica è comunque ancora obbligatoria per i cuccioli sopra i 3 mesi di vita che debbano recarsi all’estero.

Le patologie contro cui è consigliato vaccinare il nostro cane sono invece le seguenti:

Cimurro: viene trasmesso attraverso le secrezioni/escrezioni di un canide infetto (nelle nostre zone il maggior vettore è la volpe), è un virus che colpisce il sistema nervoso e ha esito mortale nella quasi totalità dei casi.

Parvovirosi: è un virus estremamente contagioso e resistente in ambiente (resiste fino a 6 mesi fuori dall’ospite), ha un ciclo oro-fecale e determina vomito e diarrea emorragica con un drastico abbassamento delle difese immunitarie del cane. Ha elevata mortalità soprattutto nei cuccioli.

Epatite infettiva: il virus presenta ciclo oro-fecale e determina una distruzione massiva del fegato con morte dell’animale per insufficienza epatica in poco tempo.

Leptospirosi: è un batterio di cui ne esistono diversi sierotipi, i due principali inseriti nei principali vaccini sono la L. icterohaemmorhagie e la L. canicola. Ora sono disponibili anche vaccini con le varianti emergenti L. australis e la L. grippotyphosa, oltre alle varianti classiche. La principale via d’infezione è l’urina di un animale infetto, solitamente un roditore o un altro cane. Se contratte causano sindromi emorragiche , insufficienza renale ed epatica che determinano spesso la morte dell’animale. Sono trasmissibili anche all’uomo.

In cuccioli ad alto rischio di infezione (madre non vaccinata o allevamenti di cui non si conosce lo stato sanitario), il primo vaccino può essere effettuato già a 40-45 giorni con particolari vaccini per cimurro e parvovirosi ad alto titolo antigenico. In cuccioli a medio e basso rischio il primo vaccino è effettuato a 2 mesi e comprende tutte le malattie sopra elencate (in alcuni casi viene aggiunta la parainfluenza, un virus che causa una tosse molto contagiosa per i cuccioli). Dopo il primo vaccino andrà effettuato un richiamo dopo 3-4 settimane. La vaccinazione sarà quindi poi da effettuare annualmente salvo diverse indicazioni del vostro veterinario di fiducia.

Antiparassitari esterni

Nel periodo che va dalla primavera all’autunno, nelle nostre zone, il cucciolo va protetto nei confronti di pulci e zecche, e, in alcuni casi, anche nei confronti di alcuni tipi di acari. Una passeggiata nel bosco o in un prato sono i classici episodi che possono permettere a una o più zecche di aggrapparsi al pelo dell’animale. Dopo ogni passeggiata in questi luoghi può essere utile spazzolare l’animale prima di farlo entrare in casa per eliminare l’eventuale zecca che ancora non si è attaccata per fare il suo pasto di sangue. Se invece ritrovate una zecca ben adesa sul corpo del vostro animale, la cosa migliore da fare è prendere il corpo con una pinzetta (ne esistono in commercio di vari tipi) ed esercitare insieme trazione e rotazione per staccarla. L’infestazione da pulci, invece, avviene solitamente per contatto diretto con animale infestato. La maggior parte delle volte l’infestazione da zecche è asintomatica e l’animale non avverte alcun fastidio, al contrario le pulci determinano forte prurito e scatti improvvisi dell’animale in seguito alla puntura, le pulci essendo molto piccole possono sfuggire alla vista del proprietario ma, un segno inconfondibile della loro presenza è una polverina nera che si ritrova alla base del pelo (altro non è che sangue digerito eliminato dalle pulci con le feci). Se doveste portare il vostro cucciolo in zone più temperate è meglio proteggerlo anche contro la puntura di zanzare e flebotomi, vettori della leishmaniosi, con antiparassitari repellenti. Esistono diverse tipologie di antiparassitari: spot on (fialette da applicare fra le scapole), spray, collari o compresse. A seconda della vita che conduce ( e condurrà il vostro cucciolo) chiedete consiglio al vostro veterinario su quale sia la miglior soluzione nel vostro caso.

Filariosi

La Filariosi è una malattia parassitaria caratterizzata da sintomatologia cardiaca ad andamento ingravescente. I sintomi sono causati dalla presenza massiva dei parassiti adulti nelle cavità destre del cuore.

In val di Fiemme e Fassa siamo ancora indenni da tale patologia, nel caso in cui vi rechiate con il cane in zone infestate da zanzare è meglio effettuare la profilassi filaria. Essa consiste in una compressa da dare al ritorno dal viaggio che copre il mese precedente uccidendo eventuali microfilarie contratte dal cane. In cani con peso ormai prossimo a quello da adulto è possibile anche effettuare un’iniezione deposito della durata di un anno come profilassi.

Immagine di cuore fortemente parassitato da forme adulte di filaria.

Alimentazione

Dieta casalinga vs commerciale

Entrambe le tipologie di dieta possono essere ottime per il vostro cucciolo. Vantaggio del casalingo sarà sicuramente più appetibile, svantaggio è anche più impegnativo e costoso. Per dieta casalinga non si devono infatti intendere gli avanzi di cucina. I cuccioli hanno infatti bisogno di una dieta bilanciata e di prima qualità per crescere sani. Chi volesse cimentarsi nella dieta casalinga per il suo cucciolo può chiederci consiglio per un piano dietetico bilanciato. Molto più facile alimentare il cane con le diete commerciali premium e super premium in commercio (nei negozi d’animali, non al supermercato…), già bilanciate da nutrizionisti. Nei cuccioli in genere fino ai 6 mesi è consigliabile somministrare la razione giornaliera in 3 pasti, per poi calare a 2 e mantenerli a vita (soprattutto nei cani di taglia grande per diminuire il rischio torsione di stomaco). Gli “extra” da tavola sarebbe meglio non concederli, ma se dovesse capitare ricordatevi che alcuni alimenti possono essere tossici per i cani, come cipolla, aglio, uva, uvetta, cioccolato, soprattutto quello fondente, noci di macadamia. Meglio evitare anche le ossa, soprattutto di pollo cotto, a causa dell’elevato rischio di ostruzioni e costipazioni intestinali e i pasti molto grassi per il rischio pancreatite.

Ricordatevi poi che ogni cambio di dieta (anche da crocchette al gusto manzo a quelle al pollo o di marche differenti) va fatto sempre nell’arco di una settimana, mischiando gradualmente la vecchia dieta con la nuova (giorno 1 : 1/4 di dieta nuova e 3/4 vecchia dieta, giorno 4: 1/2 dieta nuova 1/2 dieta vecchia….etc), per non incorrere in problemi di diarrea.

Alcune patologie scheletriche dell’accrescimento

Displasia d’anca: la displasia d’anca è una patologia multifattoriale che colpisce diverse razze e meticci di taglie medio-grandi (ma non solo) in cui l’articolazione dell’anca, composta da testa del femore, capsula articolare e acetabolo non è perfettamente funzionale. Un’eccessiva lassità (debolezza) della capsula articolare, unita a un acetabolo poco profondo determina un movimento eccessivo della testa del femore che a lungo andare causa consumo della cartilagine articolare con infiammazione dell’articolazione (artrite) e dolore. La patologia è determinata da cause genetiche (genitori displasici facilmente avranno figli displasici), ambientali (un eccessivo sforzo articolare in accrescimento facilita l’insorgenza della displasia) e alimentari (un eccesso di calcio e proteine nella dieta). Per sapere se il nostro cane sarà affetto da displasia una prima valutazione può essere fatta già a 4 mesi: mediante una visita e delle radiografie in anestesia il veterinario sarà in grado di stabilire la lassità articolare del cucciolo e quindi la probabilità che ad accrescimento finito sia displasico. Se il cucciolo presentasse anche molto lasse, con forte rischio di displasia moderata-grave verranno consigliati interventi chirurgici correttivi.

Nel caso di cani riproduttori le radiografie definitive per stabilire il grado di displasia del cane e ammetterlo quindi a divenire un riproduttore selezionato vengono effettuate in anestesia dopo l’anno nella maggior parte delle razze, dopo i 15 o 18 mesi per le razze giganti.

Displasia di gomito: in questo caso l’articolazione coinvolta è quella del gomito, in un certo senso è un’articolazione ancor più delicata dell’anca, in quanto composta da più legamenti e da ben 3 porzioni ossee (radio-ulna e omero) che devono lavorare in sinergia. Vale lo stesso discorso della displasia d’anca per quanto concerne le cause e la prevenzione. A maggior ragione in razze e meticci predisposti sono consigliate le lastre preventive. Le radiografie definitive vengono effettuate dopo l’anno in tutte le razze.

Lussazione della rotula: nei cani di piccola taglia è una patologia spesso frequente ma fortunatamente poco sintomatica fino a tarda età. La rotula è l’osso presente a livello di articolazione del ginocchio che scorre sul femore durante la flessione e l’estensione del ginocchio stesso. Nel caso in cui femore e tibia siano mal allineati o il solco dove scorre la rotula sia poco profondo durante i movimenti del ginocchio la rotula può uscire dalla sua sede alterando il movimento del ginocchio. Purtroppo durante l’accrescimento si può fare poco per ovviare a questo problema a meno che il mal allineamento osseo non sia fortemente patologico e necessiti di osteotomie correttive importanti. Unica cosa che possiamo fare se acquistiamo un cane di razza è controllare che i genitori siano stati testati e siano esenti da tale patologia (grado 0). La valutazione del grado di lussazione di rotula viene effettuata dopo l’anno con una semplice visita da un veterinario abilitato.

Necrosi asettica della testa del femore: colpisce cuccioli di piccola taglia che manifestano zoppia grave su una o entrambe le zampe posteriori. In molti casi già a 6-7 mesi con una radiografia è possibile evidenziare i primi segni di alterazione della testa del femore che con l’andar del tempo degenera causando dolore. La causa di tale patologia non è ancora nota, c’è sicuramente una componente genetica su cui si può lavorare scegliendo il cucciolo di genitori esenti. Le lastre ufficiali per l’esenzione vengono effettuate dopo l’anno.

Pubertà: sterilizzazione o gravidanza?

I mesi passano in fretta e già a 7 mesi alcune cagnoline potrebbero avere il primo calore. Il calore o estro è il periodo fertile della cagna, si manifesta con un ingrossamento dei genitali esterni (edema) e in fase iniziale con perdite rossastre (proestro) che poi tendono a schiarirsi durante l’ovulazione. Sintomo di calore ben evidente è anche il richiamo dei cani maschi che tendono a montare, e in alcuni casi di calori detti “silenti” può essere l’unico segno evidente. La cagna presenta un ciclo molto diverso da quello della donna e dopo il calore, sia che rimanga gravida sia che non lo sia, a livello ovarico le varie fasi si svolgono alla stessa maniera. Per questa ragione anche in cagnoline non gravide si può assistere circa 2 mesi dopo il calore a un fenomeno detto “gravidanza isterica”. Finito il periodo “gestazionale” canonico di circa 2 mesi anche nella cagnolina non gravida si registra lo sbalzo ormonale tipico del parto: le mammelle si ingrossano e in alcuni casi fuoriesce anche latte, la cagna sta molto in cuccia e si comporta con i giocattoli come se fossero dei piccoli. Nel caso si verifichi la lattazione vanno dati dei farmaci per fermarla e non incorrere in problemi di mastite. E’ stato dimostrato che per la maturazione fisica non è necessario che la cagna abbia nessun calore, qualcosa sembra incidere in positivo sulla maturazione psicologica di cagne con fobie, visto l’effetto calmante del progesterone post calore. La sterilizzazione (chirurgica mediante ovariectomia o ovarioisterectomia) è sempre consigliata se non si desiderano cuccioli, si evitano così il rischio di infezioni uterine (piometra) e tumori ovarici, inoltre la sterilizzazione prepubere sembra diminuire considerevolmente il rischio di tumori mammari. Una volta sterilizzata inoltre la cagna non avrà più calori o gravidanze isteriche. Se invece desiderate una cucciolata è meglio non accoppiare la cagna al primo calore ma aspettare tra il terzo e il quarto, non conviene neppure fare il primo accoppiamento dopo i 6-7 anni vista la maggior probabilità di avere un parto difficile.

E per i maschi? Al momento dell’acquisto andrebbe già controllato se i testicoli sono in sede, nel caso uno dei due testicoli non lo sia c’è tempo fino a circa i 6 mesi del cane perché scenda al suo posto. Se ciò non dovesse accadere si parla di criptorchidismo. Il testicolo “mancante” è probabilmente bloccato a livello inguinale o ancora presente dove si trovava nell’embrione cioè in addome. Purtroppo in questo caso è fortemente consigliata l’asportazione del testicolo ritenuto, in quanto, stando a una temperatura maggiore di quella che avrebbe nello scroto, andrà facilmente incontro all’insorgenza di forme tumorali dopo alcuni anni. Se avete un cane criptorchide è consigliata l’asportazione anche del testicolo sano, essendo il criptorchidismo una patologia trasmissibile geneticamente. Se invece il vostro cane ha i testicoli in sede la castrazione viene consigliata dopo l’anno nel caso in cui si presentino problemi comportamentali legati al testosterone (fughe per cagne in calore, eccessiva dominanza) oppure in età più avanzata a causa di problemi prostatici (ipertrofia o cisti prostatiche) o tumori testicolari.

In entrambi i sessi gli effetti collaterali maggiori della sterilizzazione sono legati a un calo del fabbisogno energetico: una volta sterilizzato il vostro animale si dovrà porre maggior attenzione alla sua alimentazione per evitare che ingrassi.

COME SI FA?

Ecco adesso una breve guida che vi permetterà di eseguire delle manualità di frequente utilizzo:

Come somministrare uno sciroppo?

Lo sciroppo ed i liquidi in genere vanno somministrati con estrema cautela. La testa va mantenuta lievemente sollevata in modo da favorire la deglutizione. Se l’animale

comincia a divincolarsi o a tossire, interrompete la somministrazione e lasciate che si

riprenda.

Come somministrare una pillola?

Il metodo migliore è quello di nascondere il prodotto all’interno di un boccone di cibo

molto saporito (prosciutto, formaggio, wurstel) che mascheri il sapore. Molti soggetti rifiutano il boccone o lasciano cadere per terra la pillola dopo aver mangiato il bocconcino che la nascondeva, in questi casi si deve ricorrere alla somministrazione forzata. Si afferra il muso con decisione facendo attenzione a non procurare dolore infilando il pollice e l’indice della mano dietro ai canini superiori sollevando la testa, in questo modo la bocca si apre. Con l’altra mano si cerca di depositare la pastiglia il più in fondo possibile, sulla base della lingua, in modo da stimolare il riflesso della deglutizione poi si chiude la bocca per qualche secondo e si massaggia la gola del cane. Ulteriore alternativa può essere: sbriciolare la compressa e diluirla con acqua, aspirare il tutto con una siringa, somministrare il composto direttamente con la siringa (senza ago) alzando il labbro superiore del cane e posizionandola nello spazio dietro ai canini.

Come praticare un’ iniezione sottocutanea?

Capiterà a volte di dover somministrare per comodità o perché non ci sono alternative terapeutiche, dei medicamenti tramite iniezioni nel sottocute.

In tal caso, dopo aver preparato la siringa contenente il farmaco bisogna avvicinarsi con tranquillità all’animale (nel cucciolo può servire un aiuto per farlo stare fermo), sollevare la cute a livello delle scapole e infiggere l’ago con un angolo di 45° rispetto al dorso del cane iniettando in un unico punto il farmaco salvo diversa indicazione di suddividerlo in più punti. Solitamente la maggior parte dei cani accetta di buon grado un’iniezione (il fastidio non è rappresentato tanto dall’ago quanto dal farmaco che viene inoculato). L’iniezione comunque può essere effettuata in qualsiasi zona del corpo che presenti sottocute in abbondanza. L’importante è utilizzare sempre siringhe con aghi sterili per ogni iniezione.

Come misurare la temperatura?

A volte sorge la necessità di misurare la temperatura corporea in un cane per escludere stati febbrili o ipotermia. Tutto quello che serve è un semplice termometro prismatico (meglio ancora se elettronico, soprattutto per i soggetti più irrequieti, in quanto più veloce a rilevare la temperatura e più resistente). Per fare ciò si può tenere il cane in piedi oppure sdraiato, si alza la coda con una mano e con l’altra si infila il termometro nell’ano, facendo attenzione che questo sia a contatto con la parete del retto. Il range di normalità per la temperatura va dai 38° ai 39,5°. Sopra i 39,5° siamo in presenza di febbre, sotto i 37° c’è ipotermia. Nei cuccioli la temperatura è fisiologicamente più alta che nell’adulto. La temperatura andrebbe sempre misurata su animali a riposo e lontano dai pasti.

Come prelevare un campione di urine?

In caso di disturbi dell’urinazione vi potrà essere richiesto di portare in ambulatorio un campione di urina del vostro cane per poter svolgere appropriate analisi di laboratorio. Il metodo più semplice è portare l’animale in passeggiata per fare i suoi bisogni e prelevare con una provetta apposita o con un vasetto di vetro richiudibile l’urina direttamente durante l’atto della minzione. E’ consigliabile munirsi di guanti in lattice per l’operazione. Le urine così prelevate possono essere conservate a temperatura ambiente se consegnate in ambulatorio entro le 6 ore dalla raccolta, se dopo, vanno conservate in frigorifero per limitare la crescita batterica.

Emergenze veterinarie nel cane

ATTEGGIAMENTI CORRETTI DA TENERE IN OGNI SITUAZIONE DI EMERGENZA

– Non perdere la calma e prima di muovere l’animale per trasportarlo osservate se respira bene, se sono presenti emorragie e se è presente il battito cardiaco;

– Un animale traumatizzato può avere reazioni incontrollate per il dolore e la paura, quindi avvicinatevi molto lentamente;

– Cercate di tenere il soggetto fermo e, se necessario, immobilizzatelo su un supporto rigido (barella di fortuna), impedendogli in tal modo di sollecitare la colonna vertebrale

– Non somministrate farmaci di vostra iniziativa, il cane non è un essere umano (alcune molecole di largo impiego in medicina umana possono essere molto tossiche per il cane), piuttosto consigliatevi col veterinario

– In caso di malori osservate attentamente l’atteggiamento dell’ animale in modo da essere in grado di fornire il maggior numero di informazione utili per il veterinario

– Se l’animale ha avuto vomito o diarrea portatene un campione in ambulatorio.

Punture d’insetto

Le punture d’insetto a volte causano una sintomatologia che mette in grave allarme i proprietari. L’animale si lamenta e comincia a sfregarsi la zona interessata dalla puntura, che nel caso del muso, si gonfia a tal punto da rendere l’animale irriconoscibile e da ridurre gli occhi a due sottili fessure. In questo caso siamo di fronte ad un imponente risposta allergica che alcuni veleni (soprattutto quelli di api e vespe) possono produrre. In rari casi l’edema infiammatorio può essere talmente esteso ed interessare la zona della gola da rendere difficoltosa la respirazione. Se si riesce ad individuare il luogo preciso della puntura occorre controllare che non vi sia rimasto infisso il pungiglione, in tal caso, meglio rimuoverlo. Sul luogo della puntura applicare compresse di acqua fredda. La terapia solitamente si basa sulla somministrazione di cortisonici a rapida azione. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia regredisce in 24 ore.

Morso di vipera

Durante una passeggiata in un prato o su un sentiero di montagna nelle ore centrali della giornata si può avere un incontro ravvicinato con una vipera. Solitamente le vipere preferiscono nascondersi non appena sentono dei rumori, ma, se colta alla sprovvista, o peggio ancora, inseguita, reagirà mordendo. Spesso il proprietario non si accorge della sua presenza, si nota solo il cane che si lamenta per il morso e scappa via. Si intuisce che c’è qualcosa che non va quando la zona interessata dal morso (solitamente una zampa o il muso, peggio ancora la lingua) comincia a gonfiarsi e l’animale manifesta sintomi sistemici con barcollamenti, a volte vomito e diarrea. La gravità del morso dipende dalla sede colpita, dalla quantità del veleno inoculato, dall’ipersensibilità individuale al veleno e dall’età e dalla taglia del cane. La zona colpita appare tumefatta, calda, dolente e vi si possono individuare due forellini (solitamente si riescono a vedere in ambulatorio dopo tosatura della parte) lasciati dai denti del rettile, circondati da piccole emorragie. Una volta individuata la sede del morso occorre agire tempestivamente per impedire che il veleno si diffonda nell’organismo applicando un laccio a monte della ferita (se il morso interessa una zampa) allentandolo ogni 10 – 15 minuti. Se possibile lavare la zona del morso con acqua ossigenata. Se non si può portare subito l’animale dal veterinario e lo si ha a disposizione, è molto utile somministrare un cortisonico ad azione rapida per via sottocutanea per fermare la risposta allergica e ridurre lo stato di shock. In ogni caso evitate di far muovere l’animale, se potete prendetelo in braccio e una volta in macchina recatevi dal veterinario che presterà le cure più appropriate dopo eventuali indagini di laboratorio.

Ingestione di corpi estranei

I cuccioli hanno la tendenza a giocare con gli oggetti più disparati e può capitare che gli ingeriscano, allo stesso modo possono ingerire alimenti inappropriati (ossa, lische) pescati nel bidone dell’umido. I corpi appuntiti (legnetti, pezzi di plastica, ossa) si possono conficcare nel palato, nella lingua o fra i denti, causando dolore e fastidio: l’animale porta le zampe anteriori verso il muso come se tentasse di strappare qualche cosa alla bocca, ha conati di vomito e segni di soffocamento. Con calma e cautela una persona afferra la testa dell’animale con una mano, mentre con l’indice della mano libera abbassa la mandibola inferiore. Un’altra persona individuato il corpo estraneo, può tentare di estrarlo con una pinzetta o direttamente con la mano. Se non si riesce a risolvere la situazione occorre ricorrere all’aiuto del veterinario e di un sedativo che renderà più facile la manovra. I corpi estranei in molti casi progrediscono lungo l’apparato digerente e si possono fermare nello stomaco o nell’intestino. In questi casi la sintomatologia si instaura più lentamente ma non per questo è meno grave: vomito incoercibile, in particolare dopo assunzione di acqua, rifiuto del cibo, addome dolente con andatura rigida, assenza di defecazione e profondo abbattimento. Non si deve assolutamente tentare di indurre il vomito o somministrare procinetici nel tentativo di far espellere il corpo estraneo poiché si potrebbero provocare gravi danni. Se l’animale dovesse mangiare delle ossa, la cosa da fare è somministrare olio di vaselina per bocca per rendere più agevole il transito delle stesse e fornire dei pasti a base di patate lesse schiacciate per inglobare le ossa e proteggere stomaco e intestino.

Può essere utile eseguire delle radiografie per monitorare il transito delle ossa o altro corpo estraneo visibile ai raggi x.

Ferite da morso

Le ferite da morso sono frequenti nei cani in seguito a colluttazioni. Se non sono stati lesionati grossi vasi sanguigni e quindi il sanguinamento non è importante, quello che si può fare è: se si è in possesso di una tosatrice o accorciacapelli, rasare il pelo intorno alla ferita in modo da poter vedere per bene il danno riportato, lavare con abbondante acqua tiepida (meglio se fisiologica sterile) per allontanare il pelo e detriti, applicare della pomata antibiotica . Anche nel caso che la ferita da morso fosse solo un piccolo buco nella cute è consigliabile fare una terapia antibiotica sistemica per diversi giorni per scongiurare la comparsa di ascessi.

Se invece il sanguinamento è importante bisogna comprimere la parte per impedirne la fuoriuscita o se possibile applicare un laccio emostatico e ricorrere alle cure del veterinario che in caso di ferite lacere e con mancanza di tessuto può decidere se dare dei punti di sutura per avvicinare i margini della ferita (se l’incidente è avvenuto da poco tempo) e poi favorire la ricostruzione di tessuto con prodotti riepitelizzanti o optare per una guarigione “per seconda intenzione” (se l’incidente è avvenuto da più di un giorno) senza utilizzare suture ma solo prodotti riepitelizzanti.

In ogni caso seguirà terapia antibiotica sistemica fino a guarigione della ferita.

N.B. Se in presenza di una ferita lacera non si può ricorrere alle cure veterinarie, dopo aver lavato e asciugato per bene la ferita, si può riempire questa con comune zucchero semolato da cucina. Lo zucchero manterrà asciutta la ferita impedendo la raccolta di liquidi e la proliferazione batterica. Un paio di volte al giorno bisognerà rimuovere lo zucchero, detergere la parte e riapplicarlo. Si può procedere così fino a guarigione completata.

Ingestione di sostanze tossiche

Sia nel caso di ingestione di sostanze che di piante velenose possono comparire le più

disparate alterazioni a seconda dell’azione del principio tossico. Conviene sempre chiamare un centro antiveleni o il veterinario per sapere se è utile far vomitare l’animale o no e se esistono dei rimedi che possono migliorare le condizioni dell’animale applicabili anche a casa.

Se vi verrà richiesto di far vomitare l’animale (classico esempio è l’ingestione di veleno rodenticida), la cosa migliore da fare è una soluzione sovrasatura di sale versata direttamente nella bocca dell’animale (4-5 cucchiai di sale in un paio di bicchieri d’acqua possono bastare) meglio se in una bottiglia di plastica che ne rende più facile la somministrazione (mettere il collo della bottiglia nello spazio dietro ai canini e premendo la bottiglia riempire la bocca dell’animale), si può ricorrere anche all’acqua ossigenata (2-4 ml per kg di peso dell’animale) sempre somministrata per bocca.

E’ fortemente sconsigliato indurre il vomito nel caso di ingestione di un agente caustico per evitare ulteriori lesioni all’esofago.

Incidente stradale

Quando un animale viene investito da un’auto la prima cosa da fare è quella di

provvedere a trasportarlo dal veterinario. Nel frattempo, senza perdere la calma occorre constatare se il soggetto è ancora in vita e la gravità delle lesioni riportate, controllando:

– l’attività respiratoria;

– il battito cardiaco;

– l’eventuale presenza di emorragie.

Se non dovessero essere presenti le funzioni vitali si può tentare di rianimare il soggetto praticando la respirazione artificiale ed il massaggio cardiaco nell’attesa dell’intervento del veterinario.

Come trasportare un animale ferito

Il corretto trasporto del ferito riveste una grande importanza in quanto dei movimenti

scorretti ed avventati potrebbero creare delle lesioni od aggravare quelle già presenti. Il metodo migliore è quello di utilizzare una barella che può essere costruita

estemporaneamente utilizzando un tappeto, una giacca o una coperta. Il paziente va adagiato con ogni cautela, facendo soprattutto attenzione a non far subire bruschi movimenti alla spina dorsale, sulla rudimentale barella che deve essere sollevata da tutte e quattro le estremità contemporaneamente. Un altro ottimo trasporto può essere costituito da qualunque supporto rigido come un asse di legno o di cartone su cui far scivolare lentamente l’animale. Se non si ha nulla a disposizione e non vi è nessun aiuto occorre trasportare il ferito in braccio.

N.B. Un animale ferito (anche se vostro) potrà reagire al dolore e alla paura mordendo, è sempre utile prima di muovere un cane incidentato utilizzare una museruola (se a portata di mano) o un laccetto con cui serrare il muso.

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