La Rabbia: sintomatologia e prevenzione di una malattia che può colpire anche l’uomo

La Rabbia: sintomatologia e prevenzione di una malattia che può colpire anche l’uomo

 

La Rabbia è una malattia infettiva virale (Lissavirus) che può colpire tutti i mammiferi (uomo compreso).

Via di trasmissione e sintomatologia

 

Il virus penetra nell’organismo attraverso il morso profondo di un animale infetto, o comunque attraverso il contatto diretto di saliva su ferita aperta.

Una volta che il virus è penetrato nel sangue arriva rapidamente ai gangli nervosi e al cervello dove inizia la sua replicazione per venire eliminato attraverso i gangli del trigemino nelle ghiandole salivari. Il tempo di incubazione prima della comparsa di sintomi è variabile, in genere comunque inferiore ai 10 giorni.

In Europa i principali serbatoi del virus sono i carnivori selvatici, in particolare volpe e tasso.

I sintomi sono riconducibili ai danni provocati dal virus stesso a livello cerebrale, vanno da cambi comportamentali, aggressività, trisma mandibolare (la famosa idrofobia, l’animale non ha in realtà paura dell’acqua ma non riesce a deglutire), alla paralisi flaccida o spastica o alle crisi convulsive. Una volta contratta la malattia non vi sono cure possibili, per gli animali è richiesto l’abbattimento, ma anche per l’uomo la sopravvivenza in caso di insorgenza di sintomi è pressochè nulla.

 

Vaccinazione

Per evitare il contagio risulta invece estremamente efficace il vaccino, da effettuare preventivo nel caso degli animali o per l’uomo a rischio o nel momento del morso sospetto nel caso dell’uomo.

Esistono sostanzialmente due tipi di vaccino antirabbico, lo spento e il vivo attenuato. Il vaccino utilizzato nei nostri animali domestici è un vaccino spento, nel quale è presente il virus (o parti del virus detti antigeni) morto assieme a delle sostanze chiamate adjuvanti che stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi contro gli antigeni virali. il tipo vivo attenuato è invece stato utilizzato a tappeto per vaccinare le volpi mediante bocconi contenenti il vaccino stesso dal 2010 in modo da bloccare la diffusione del virus in Italia. Il vaccino vivo attenuato contiene invece un virus vivo, in grado cioè di replicare nell’organismo, ma appunto “attenuato” in modo che non risulti patogeno per l’organismo stesso.

Grazie a questa campagna di vaccinazione massiccia dal 2011 in Italia non si registrano più casi di rabbia autoctona e dal 2013 è per questo stata rimossa l’obbligatorietà della vaccinazione per gli animali domestici. Il vaccino antirabbico risulta ancora obbligatorio per cani, gatti e furetti per l’espatrio e va effettuato almeno 3 settimane prima della partenza. La durata della vaccinazione dipende dal vaccino utilizzato e va da uno a tre anni. Nel caso ci si debba recare in paesi extraeuropei per il rientro in Italia può essere necessario effettuare anche la titolazione anticorpale per la rabbia, da effettuare prima della partenza, per verificare l’avvenuta immunizzazione dell’animale.

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